Re... what?

Videogames

Anteprime

Serata Film

Parasite

Domani nelle sale sarà disponibile Parasite del regista sud coreano Bong Joon-ho, un film che ha catturato fin da subito la mia attenzione. Il film ha già vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes di quest’anno ed è stato selezionato per rappresentare la Corea del Sud nella categoria miglior film internazionale ai premi Oscar 2020. Parasite è uno di quei film così belli che vorresti consigliarlo a scatola chiusa a tutti, ma se siete quel tipo di persona che vuole essere convinta continuate la lettura per scoprirne il motivo.

Bong Joon-ho è una vecchia e affidabile conoscenza, magari avete già visto qualche suo film senza nemmeno associare il suo nome alla pellicola, ad esempio sono disponibili su Netflix Snowpiercer, Okja e The Host. L’algoritmo di Netflix, sono sicuro, avrà cercato di farvi vedere Okja almeno una volta ma se per caso siete sfuggiti all’incessante marketing non preoccupatevi. L’unica cosa da sapere è che Bong Joon-ho è un regista che non si fa tanti problemi nel raccontare cose scomode con una nota di cruda ironia e lascia sempre spazio a un contorno di plot twist che vi faranno arrovellare il cervello.

Parasite

Parasite inizia all’interno di un appartamento seminterrato, gli spazi sono angusti, sporchi e pieni di cianfrusaglie. Il protagonista è un ragazzo, Kim Ki-woo che insieme alla sua famiglia non se la passa tanto bene. Loro cercano di racimolare qualche soldo piegando cartoni della pizza per un’attività locale, rubano il Wi-Fi da un bar vicino casa e lasciano aperte le finestre per far entrare i fumi della disinfestazione in corso in strada per poter eliminare gratis gli insetti. Fin dal primo minuto è chiaro come le energie della famiglia vengono riposte nell’ottenere facilmente e magari con qualche sotterfugio un profitto. Tutto cambia quando un amico di Ki-woo gli propone un lavoro – onesto ma per il quale dovrà falsificare dei documenti – da insegnante privato d’inglese. Dovrà fare da tutor a una ragazza di cui l’amico è invaghito e affidandosi alla fedeltà del protagonista spiega come poter far colpo sulla poco sveglia madre in modo da farsi assumere.

Ki-woo si presenta come Kevin e fin da subito fa una buona impressione sia alla madre Yeon-kyo che alla figlia Da-hye. Viene assunto e inizia così, un po’ per natura e un po’ folgorato da un’improvvisa ispirazione, a manipolare la madre per avviare una serie di nuove assunzioni all’interno della casa. Convince Yeon-kyo che il figlio ha bisogno di un insegnante d’arte e consiglia così una sua conoscenza: Jessica (ovvero sua sorella Ki-jeong). Con altri sotterfugi dalle conseguenze sempre più gravi i due riescono a far assumere anche il padre nel ruolo di autista e la madre nel ruolo di governante.

Le due famiglie raggiungono un equilibrio inaspettato, sembra infatti che sia la famiglia di Kim-woo con i nuovi ruoli (delle vere e proprie prove attoriali) che la famiglia Park con il nuovo personale si trovino bene. Il regista nonché sceneggiatore Bong Joon-ho decide così di tirare via il tappeto da sotto i piedi dello spettatore con una serie di colpi di scena che sfociano in un epilogo di un’intensità imprevedibile. I protagonisti del film sono persone normali, addirittura mediocri, e messi alle strette dalle circostanze tirano fuori un lato del tutto inaspettato. Mi fermo qui per evitare di fare troppi spoiler ma fidatevi se vi dico che solo il graduale insediamento nella lussureggiante casa della famiglia Park vale il prezzo del biglietto.

Il tema centrale del film è sicuramente la differenza tra le classi sociali e le idiosincrasie che si manifestano quando i protagonisti del film interagiscono. Queste differenze emergono anche attraverso la semplice narrazione visiva. Le prime sequenze ambientate all’interno della casa di Ki-woo sono permeate da una confusione di oggetti che riempie il quadro dell’inquadratura, più ci si immerge nella casa dei Park più il film dà spazio a riprese ad ampio respiro che sottolineano chiaramente l’architettura della casa e lo status sociale della famiglia più facoltosa. Il film espande questa discussione fino all’inevitabile punto di rottura con risvolti che ritornano in mente anche giorni dopo la visione.

Parasite entra di diritto nella lista dei film più belli di quest’anno (se non della decade) e davvero non posso che consigliarlo a tutti.