One Piece: Stampede
One Piece: Stampede è il 14esimo lungometraggio basato sull’opera di Eiichiro Oda e arriva proprio in concomitanza del 20esimo anniversario della serie animata. Se siete indecisi se andare a vederlo o meno, sappiate che Stampede incarna a tutti gli effetti i festeggiamenti per questo evento. In una bolla temporale tipica dei lungometraggi tratti dagli anime, il film è ambientato dopo gli eventi di Whole Cake Island ma non scervellatevi troppo nel cercare una coerenza narrativa tra la presenza di alcuni personaggi e la mancanza di altri. Le vicende del film ruotano intorno a un grande festival dei pirati – dove tutto è concesso, tranne ovviamente fare la spia alla marina – organizzato dal misterioso Buena Festa, un uomo ossessionato dalle ultime parole di Gol D. Roger (quelle che hanno dato vita alla grande epoca della pirateria). L’evento principale del festival è una caccia al tesoro, il premio finale un forziere lasciato dal re dei pirati in persona, nel quale secondo alcuni si trova il One Piece.
Stampede è un’enorme parata celebrativa: i riferimenti alle avventure e soprattutto ai personaggi che si sono susseguiti in oltre 20 anni di pubblicazione sono così tanti da arrivare quasi a sopraffare lo spettatore. L’introduzione di Buena Festa, ad esempio, ripropone a piè pari quella della serie anime: “Ricchezza, fama potere, c’è stato un uomo che ha conquistato tutto questo…”, questa volta però è proprio il nuovo personaggio a narrare le ultime gesta del re dei pirati attraverso delle illustrazioni. In moltissime scene lo sguardo guizza da un lato all’altro dello schermo per cercare di riconoscere tutti i presenti, in altre si rimane col fiato sospeso mentre si svolge uno scontro inaspettato.
L’ultimo lungometraggio di One Piece, celebrazioni a parte, è comunque (come da tradizione) un film di mazzate. Il vero antagonista Douglas Bullet è una spietata macchina di inarrestabili ceffoni imbevuti di haki che regala non poche emozioni durante gli scontri. Le motivazioni del villain non sono originali, vuole dimostrare di essere il più forte al mondo e dato che Roger non è più disponibile decide di prendersela con tutti gli altri. Tutti. Il film è scorrevole, il comparto grafico è alle stelle con ottime animazioni (peccato per la cgi durante le fasi finali della battaglia) e la colonna sonora non delude ma anzi tiene sempre sull’attenti, inserendo di soppiatto qualche tema derivato dalle ost più famose. Il doppiaggio italiano è ottimo come l’adattamento. L’avete visto? Quanti Pandaman avete trovato?



